Dietro il nome QC Terme non c’è semplicemente una catena di spa, ma una storia iniziata nel 1982 e cresciuta fino a diventare un riferimento nel wellness italiano e internazionale.
Oggi il gruppo QC Spa of Wonders riunisce 12 centri spa, 8 hotel & grand hotel, 11 destinazioni e 376 esperienze, costruendo ovunque la stessa promessa: luoghi capaci di trasmettere meraviglia, equilibrio ed eleganza.
È proprio per questo che il progetto di Salsomaggiore Terme, in provincia di Parma, aveva un valore speciale.
Non si trattava solo di aprire una nuova struttura, ma di intervenire su un luogo iconico come il Palazzo Berzieri, edificio simbolo della città, la cui origine risale al 1912, all’interno di un’operazione di riqualificazione da 9.000 metri quadrati complessivi.
C’era però un passaggio da gestire con grande attenzione: la Ristrutturazione.
Per intervenire su un edificio di questo livello era necessario montare un ponteggio importante, che avrebbe coperto tutta la facciata del Palazzo Berzieri, compreso l’ingresso della spa.
In un contesto come questo, il problema non era soltanto tecnico.
Per un brand come QC Terme lasciare intravedere dietro il ponteggio un cantiere fatto di strutture provvisorie, lavori in corso, materiali e disordine, avrebbe significato trasmettere all’esterno un’immagine poco curata e lontana dai valori.
La necessità, quindi, era molto precisa: non bastava coprire il ponteggio, bisognava proteggere l’immagine del brand durante i lavori.
In una zona così visibile, frequentata e osservata ogni giorno da cittadini, visitatori e potenziali clienti, anche l’impatto esterno del cantiere diventava parte dell’esperienza percepita.
A rendere tutto ancora più delicato era il fatto che il cantiere fosse in continua evoluzione.
Ogni variazione a ponteggi, misure e bozze grafiche richiedeva continui adattamenti, senza perdere il controllo del risultato finale.
A complicare ulteriormente tutto c’era anche un’esigenza precisa del cliente: avere ogni elemento pronto in tempo per il giorno dell’inaugurazione.
Questo rendeva ancora più importante lavorare con attenzione, flessibilità e continuità, senza ritardi e soluzioni improvvisate.
Fin dall’inizio, quindi, è stato chiaro che non bastava un semplice fornitore.
Serviva un partner capace di gestire una situazione complessa, adattarsi all’evoluzione del cantiere e trasformare un elemento critico, come il ponteggio, in una presenza più ordinata, più credibile e più adatta al livello del brand QC Terme.
Un intervento partito dall’ascolto e sviluppato sulla realtà del cantiere

Il primo contatto con QC Terme è avvenuto attraverso una nostra consulente.
Fin dal primo confronto abbiamo capito che non ci trovavamo davanti a una richiesta standard. Per questo non siamo partiti mostrando prodotti o soluzioni già pronte.
Abbiamo scelto prima di tutto di ascoltare, perché in un progetto come questo era fondamentale capire bene il contesto, le aspettative del cliente, le criticità del luogo e il livello di attenzione richiesto.
Da questo ascolto iniziale è emersa una consapevolezza chiara: il progetto andava costruito attorno al luogo e al brand, non attorno a una soluzione già pronta.
Così abbiamo scelto di approfondire tutto direttamente sul campo.
Sopralluogo
Il sopralluogo a Salsomaggiore Terme è stato un passaggio decisivo.
Solo vedendo il cantiere dal vivo è stato possibile capire davvero il peso visivo del ponteggio, le prospettive dalla strada, il rapporto con la facciata del palazzo e il rischio concreto che un intervento poco curato andasse a compromettere l’immagine complessiva del progetto.
Dopo il sopralluogo abbiamo capito ancora meglio l’obiettivo del cliente: ricreare in modo fedele la facciata del palazzo che il ponteggio avrebbe coperto.
Da lì, il passo successivo è stato inevitabilmente la grafica.
Grafica

La fase grafica è stata centrale in tutto il progetto.
L’obiettivo non era semplicemente stampare una copertura, ma riprodurre la facciata del palazzo in modo realistico, armonioso e coerente con la sua identità
Per questo la grafica è stata sviluppata partendo da una base reale. Il nostro architetto senior ha raccolto direttamente sul posto immagini e riferimenti precisi, così da costruire un lavoro fedele all’architettura esistente e pensato per il risultato finale una volta installato.
In un progetto come questo, infatti, non basta un semplice render o una ricostruzione trovata online. Serve un vero lavoro di ortofoto, cioè una tecnica fotografica che permette di riprodurre in modo fedele la facciata frontale dell’edificio e di lavorare su una base molto più precisa e vicina alla realtà.
Ma è proprio a questo punto che il progetto ha mostrato tutta la sua complessità.
Come accade nei cantieri veri, le condizioni di lavoro hanno iniziato a cambiare: le misure non sono rimaste sempre uguali, i ponteggi hanno subito modifiche e alcuni elementi del progetto sono stati aggiornati strada facendo.
Di conseguenza, anche la grafica ha dovuto adattarsi più volte per restare coerente con la realtà del cantiere. Ogni variazione richiedeva un aggiornamento preciso, mantenendo sempre proporzioni corrette, chiarezza e fedeltà visiva.
Per questo il lavoro è stato sviluppato anche sulla base del progetto tecnico del ponteggio.
In un contesto del genere, bastava poco per perdere precisione, rallentare il lavoro o compromettere l’equilibrio visivo finale che stavamo costruendo.
Da lì il progetto ha iniziato a prendere forma in modo concreto: non come semplice copertura del cantiere, ma come soluzione studiata per “nascondere il cantiere”, rispettare il contesto e mantenere all’esterno un’immagine ordinata, credibile e in linea con QC Terme.
Montaggio



A questo punto anche QC Terme si è trovata davanti a una scelta importante: il tipo di montaggio del telo.
Quando si parla di teli da ponteggio personalizzati, le soluzioni principali sono due.
La prima è il montaggio diretto sul ponteggio già esistente. In questo caso il telo viene realizzato su misura e fissato direttamente alla struttura del cantiere, senza aggiungere altri elementi.
È la soluzione più semplice e anche più economica. Però, dal punto di vista visivo, non permette di ottenere una copertura completamente uniforme e non crea quel particolare effetto di copertura totale.
La seconda soluzione è invece il montaggio con struttura. In questo caso, oltre al ponteggio già presente, viene installata una struttura aggiuntiva che sporge dai 10 ai 90 centimetri.
Il suo compito è sostenere il telo, nascondere i bordi e creare un effetto molto più pulito e compatto.
E così si ottiene l’effetto “pacco regalo”, cioè una copertura capace di avvolgere visivamente tutto il ponteggio e di far apparire dall’esterno una facciata molto più continua, pulita e curata.
Si tratta della soluzione più costosa, perché richiede anche il montaggio della struttura aggiuntiva. Ma è anche quella che garantisce il miglior risultato finale.
Alla fine QC Terme ha scelto il montaggio con struttura, perché era la soluzione più adatta a ottenere un risultato più preciso, più uniforme e coerente con l’immagine del palazzo.
In un contesto come questo, infatti, non bastava coprire il ponteggio: bisognava farlo in modo ordinato, compatto e visivamente credibile anche agli occhi di passava da fuori.
A eseguire il montaggio è stata una squadra professionale, incaricata di gestire questa fase con la precisione necessaria.
Proprio per questo tipo di installazione, anche i teli sono stati preparati con una lavorazione dedicata, con occhielli più frequenti e più grandi, rinforzi più spessi e un doppio rinforzo nei punti più strategici.
Così è stato possibile sostenere meglio il telo e ottenere un risultato finale più stabile, più rifinito e più adatto a un contesto di questo livello.
Il risultato finale: da rischio visivo a immagine coerente, anche dopo mesi



Prima del nostro intervento, il cantiere rischiava di apparire come un elemento anonimo, disordinato e poco professionale.
Un ponteggio visibile in un contesto come quello del Palazzo Berzieri avrebbe potuto trasmettere un’immagine incoerente con il luogo, con la città e con il valore del brand QC Terme.
Dopo l’installazione dei teli, l’impatto visivo del cantiere è cambiato in modo evidente.
L’intervento ha permesso di coprire in modo ordinato l’area dei lavori, proteggendo la vista del cantiere e restituendo all’esterno un’immagine più pulita, curata e rispettosa del contesto.
Il risultato non è stato solo estetico. È stato anche un modo per tutelare il decoro urbano, rispettare il valore storico del luogo, proteggere l’immagine del brand e offrire ai visitatori e ai cittadini una vista più armoniosa e più coerente con ciò che quel luogo rappresenta.
In questo progetto, il telo non è stato un semplice supporto di copertura.
È diventato uno strumento concreto per trasformare un cantiere potenzialmente impattante in una presenza visivamente più ordinata e coerente con il contesto.
Così quello che poteva diventare un costo per l’immagine dell’impresa si è trasformato in un punto di forza: non solo ha protetto il brand, ma è diventato anche un elemento capace di attirare l’attenzione e creare un vantaggio economico.
A distanza di mesi siamo tornati davanti al Palazzo Berzieri per rivedere il lavoro concluso e verificare se il risultato fosse davvero all’altezza della responsabilità che questo progetto richiedeva.
La risposta era lì, davanti agli occhi: il cantiere continuava a presentarsi in modo ordinato, rispettoso e coerente con il luogo e con il brand QC Terme, confermando nel tempo la qualità dell’intervento realizzato.
Se vuoi capire come ottenere un risultato simile anche nel TUO cantiere, guarda da vicino come funziona Ediltelo e quali scelte possono aiutarti a migliorare l’immagine esterna dei tuoi lavori.